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Nel commercio elettronico italiano crescita sostenuta per il settore fashion

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girl-fashion-desktop-schermi-computerNel 2009 in Italia il volume d’affari dell’e-commerce verso il consumatore finale è rimasto sui livelli del 2008, salendo solo dell’1% e superando così di poco i 5,8 miliardi di euro. Un risultato che scaturisce da due andamenti opposti: l’aumento (+13%) del numero di ordini, e la riduzione (-10%) del valore medio dello ’scontrino’, sia per gli sconti legati alla crisi economica, sia per la maggiore ‘prudenza’ dei consumatori online.
Sono questi i principali responsi dell’Osservatorio eCommerce B2C di Netcomm e School of Management del Politecnico di Milano, presentato ieri e basato su oltre 200 casi di studio. Anche gli operatori di e-commerce intervistati peraltro evidenziano andamenti molto diversi: la maggioranza infatti (60%) ha registrato un 2009 in crescita, e solo il 20% è in calo.
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Yoox sbarca in borsa

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yoox-la-moda-online-sbarca-in-borsa-1Yoox, società specializzata nei servizi di vendita online di capi di moda, sta per essere quotata in Borsa a Piazza Affari, unica matricola del segmento Star per il 2009.
L’Offerta Pubblica di Vendita e Sottoscrizione (Opvs) ha preso il via da poche ore, e si concluderà il 30 novembre. Nel dettaglio, l’offerta globale è suddivisa in un’offerta pubblica avente ad oggetto almeno circa il 10% del totale e da un’offerta istituzionale rivolta a investitori istituzionali in Italia e all’estero per massimo il 90% del totale.
L’intervallo di offerta per singola azione è indicato tra i 3,6 e i 4,5 Euro. L’entrata in Borsa potrebbe consentire alla società di raggiungere una capitalizzazione di 226,8 milioni di Euro.

Vendite online: i chiarimenti dell’Agenzia delle entrate

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Chi effettua la vendita online di beni da consegnare tramite spedizioniere non ha l’obbligo di certificazione fiscale, ma deve comunque registrare i corrispettivi ricevuti. In caso di restituzione della merce comprata in rete, la procedura seguita deve garantire la tracciabilità dell’operazione: è necessario, cioè, poter individuare gli elementi che collegano il bene reso all’acquisto effettuato.

Lo chiarisce l’Agenzia delle entrate nella risoluzione 274/E, rispondendo all’istanza di una azienda di abbigliamento intenta ad aprire un punto vendita virtuale.

Affinché l’amministrazione finanziaria, in fase di controllo, possa ricostruire la vicenda della singola operazione economica, il venditore online deve conservare documentazione da cui risultino:

* le generalità dell’acquirente
* il prezzo rimborsato
* il codice dell’articolo acquistato e quello reso

L’operazione di vendita si configura come commercio elettronico indiretto in quanto la transazione commerciale avviene in via telematica, ma il bene viene consegnato materialmente al domicilio indicato dal cliente, con le modalità tradizionali, cioè tramite vettore o spedizioniere.

Ai fini del pagamento dell’Iva, i titolari dei negozi virtuali sono assimilatati ai venditori per corrispondenza: non sono soggetti all’obbligo di emettere fattura ( a meno che questa non sia richiesta dal cliente al momento dell’operazione), né all’obbligo di certificazione tramite scontrino o ricevuta fiscale.

I corrispettivi delle vendite, comunque, devono essere obbligatoriamente annotati nel registro (come previsto dal D.P.R. n.633/72).

Fonte: LineaEdpPmi

     
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