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Come vendere i propri prodotti online: costi e soluzioni per ecommerce fai da te
dixit

Il mare virtuale è sempre più vasto. Se vuoi creare un’isoletta tutta tua dedicata al commercio, sei nel posto giusto. Ma attenzione: non tutte le opzioni sono buone come sembrano…

Diciamo che hai una piccola produzione sartoriale, che sta iniziando a decollare, ma non puoi investire in un negozio fisico. Potresti invece avere già un negozio fisico, a cui vuoi affiancare una distribuzione digitale. Oppure poniamo che hai una buona produzione, ma stenti a trovare un mercato abbastanza grande. Magari hai individuato una nicchia per il dropshipping in cui ritieni di avere un lauto margine di guadagno. Sono tutti punti di partenza ottimi per un ecommerce: si tratta ora di capire come vendere online il prodotto a cui stai pensando.

Si sa: l’ecommerce è comunque commercio, e per ogni categoria merceologica puoi valutare diversi approcci. In questa guida pratica troverai le informazioni base, che vanno bene per tutti, e alcune considerazioni specifiche che potranno guidarti nella scelta della soluzione che fa per te.

Come sempre, solo una buona pianificazione e un’informazione davvero completa potranno fornirti le basi per avviare un’attività di successo. Con il lockdown, in molti si sono improvvisati ecommerce: ma per creare qualcosa di veramente solido è necessario procedere a ragione veduta.

Contenuti dell’articolo

  1. Qualche nozione di base
  2. Costi e tariffe a confronto
  3. Voler vendere non basta

Qualche nozione di base

Se vuoi aprire un negozio online il primo passo è capirne l’anatomia. In definitiva, quello che ti serve è:

  • Un servizio di hosting: perché il sito sia online, tutti i suoi componenti devono essere caricati su un server, ovvero un computer specializzato costantemente connesso alla rete. Un server è una macchina particolare, normalmente affittata da aziende specializzate;
  • Il sito vero e proprio, con le pagine necessarie al processo di vendita (schede prodotti, carrello, checkout e così via);
  • Un database: il “motore” invisibile del sito;
  • Un protocollo di trasferimento del denaro online: senza questo, si fa beneficenza e non commercio! In genere si utilizza uno standard chiamato SSL (secure socket layer), di cui sono disponibili molte versioni;
  • Un dominio: se vuoi un indirizzo internet, devi registrarlo. In genere questa opzione comporta un piccolo pagamento;
  • Un sistema di marketing: se nessuno sa che il tuo negozio esiste, e che cosa offri, difficilmente guadagnerai qualcosa.

Adesso che conosci l’anatomia essenziale di un ecommerce, considera rispetto a questi requisiti minimi devi lavorare di addizione.
Il senso è questo: perché un veicolo funzioni bastano un motore, una ruota motrice, un sistema di comando e uno spazio per il guidatore. Porteresti mai in giro un cliente su un simile orrore meccanico? Paragona l’ipotetico macinino a una comoda berlina: tutta un’altra storia.

Per entrare bene nel sistema dell’ecommerce, e capire come vendere online devi distinguere funzioni e forme del tuo ecommerce. Hai visto le funzioni minime e necessarie, ma queste non esauriscono gli strumenti che potresti volere a tua disposizione. Ad esempio, è molto probabile che ti serva un software per gestire e-mail e newsletter, così da mantenere i tuoi clienti aggiornati su saldi o offerte speciali, e aumentare la fidelizzazione. Vuoi che tornino a comprare da te, no?

La funzione, inoltre, deve presentarsi in una forma attraente. Prenditi qualche minuto per guardare i grandi siti commerciali: ad esempio realtà come Mytheresa o Maisons du Monde. Cosa hanno in comune ? Sono belli. Proprietà difficile a quantificarsi, ma che fa tutta la differenza nell’attirare il cliente e nell’invogliarlo all’acquisto.

C’è di più: ormai il cliente medio è abituato a considerare un sito bello anche come affidabile. Un aspetto professionale garantirà le vendite, perché i clienti penseranno (non a torto!) che un’azienda che investe nella presentazione, mantiene anche standard alti nella gestione della transazione e sul versante della spedizione.

Costi e tariffe a confronto

Si dice spesso che oggi è diventato ormai economico aprire un negozio online. Questo può creare una confusione involontaria: “economico” è un giudizio di valore, non una cifra. Senza dubbio, se guardiamo al capitale necessario, vendere online costa in genere uno o due zeri in meno rispetto all’aprire un negozio fisico.

Tuttavia, come sempre, non puoi avviare un’attività senza un certo budget. Per pianificare bene, devi considerare cosa conti di vendere, su quali strategie si basa il tuo business. Vediamo di capire quali soluzioni offre il mercato:

  • Canali di vendita occasionale: Bakeka, Kijiji, Facebook Marketplace sono soluzioni gratuite, ma il volume di vendite su questi portali è minimo. Sono l’equivalente digitale del vendere la limonata in giardino. Risultano adatti a chi voglia vendere un cellulare usato, o a piccole produzioni casalinghe (bambole fatta a mano). Un commercio di questo tipo è occasionale o amatoriale. Un discorso a parte potrebbe meritare Ebay, specialmente se si tratta articoli da collezionismo: ma a parte questa categoria è bene guardare altrove;
  • Marketplace digitali: entrano in gioco i big player dell’informatica, primo fra tutti Amazon. Si possono ricordare anche Etsy e E-price. Questi canali, soprattutto Amazon, possono far gola se si pensa al pubblico immenso che raccolgono. Ma attenzione: la concorrenza è altissima. Sul piano del funzionamento, Amazon propone diversi piani tariffari, come ti spieghiamo in questo articolo (Link a: Vendere con Amazon conviene davvero?), ma in genere dovrai fare i conti con una commissione per ogni articolo venduto, che ti porta ad assottigliare il margine di guadagno. Inoltre, non c’è visibilità per il venditore singolo, caratteristica che rende impossibile la fidelizzazione del cliente;
  • Sito personale: la maggior parte degli ecommerce hanno questa forma: si tratta di una pagina web che offre la possibilità di acquistare articoli. Molto probabilmente è il tipo di soluzione a cui stai pensando, nonché la più adatta per la maggior parte dei business plan. Puoi acquistare il tuo sito in forma di programma (che dovrai poi assemblare, personalizzare e mettere online) o come servizio. In genere, la prima soluzione è un più costosa e la seconda è più economica. Se vuoi saperne di più, ti consigliamo questo articolo (Link a: Quanto costa aprire un sito ecommerce e vendere online).

Il costo di un sito personale va calcolato con attenzione. In genere si paga una certa cifra per la funzione e un sovrapprezzo per la forma. Vale a dire che il sito (hosting e dominio inclusi) ti costa un certo canone: ma il suo aspetto sarà terribile. Per averlo in una forma gradevole in genere o si paga un professionista o si acquista un “tema”, da personalizzare ed applicare.

L’azienza Shopify, ad esempio, chiede 29 dollari al mese per il proprio pacchetto base. Attenzione: è molto “base”. In genere bisogna stanziare una cifra che vada dai 100 ai 300 dollari su base mensile per un prodotto presentabile e utile. Per chi vuole realizzare un progetto di dimensioni maggiori, si può ricorrere a software proprietari come Magento. Serve un investimento dai 1.000 ai 3.000 euro per iniziare: pertanto si adatta a realtà con esigenze particolari.

Tuttavia, devi sapere che non ti serve necessariamente mettere in campo grossi capitali. Internet offre possibilità incredibili, come vendere online gratis. OpenCart ad esempio è un software open source, tramite cui chi sa programmare su PHP può realizzare un eshop funzionante. Chiaramente, questa opzione è conveniente per aziende che abbiano già, nel proprio personale, un tecnico informatico. In caso contrario, serve un professionista che realizzi il nostro progetto, e il costo per questa prestazione potrebbe rapidamente diventare molto altro.

Se non hai un tecnico informatico sottomano, puoi sempre ricorrere alla nostra offerta per aprire un ecommerce gratis: è semplice e facile da implementare. Con il nostro sistema, potrai essere online e iniziare a vendere nel giro di pochi click.

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Voler vendere non basta

Siamo realisti: aprire un negozio online non genera profitti automaticamente. Serve una strategia coerente per portare le persone sulla tua pagina. Una volta lì dovranno convincersi che i prodotti sono validi e che sono proprio quel che a loro serve. E infine, dovranno aver fiducia che alla transazione sul sito corrisponda una consegna puntuale del bene desiderato.
Insomma, per capire come vendere online bisogna capire l’ecosistema di internet.

Contestualmente, devi ragionare sul tuo business plan e sulla tua strategia di marketing. Internet è un ambiente immenso. Se vuoi emergere, raggiungere i tuoi clienti, hai bisogno di un sistema che ti renda visibile ed accessibile rispetto alla sconfinata concorrenza. Internet è il medium perfetto per la pubblicità: se non la impieghi sarai sempre in svantaggio.

Pensaci bene: chiunque oggi può vendere di tutto, specialmente se apre un ecommerce. Come farai a intercettare il tuo pubblico? Come conti di emergere dalle pagine dei motori di ricerca? Come conti di sviluppare il tuo business? Sono tutte domande importanti, a cui devi trovare risposta.

È normale, davanti a tutte queste informazioni, sentirsi smarriti. Per fortuna, puoi sempre richiedere una consulenza gratuita ai nostri esperti.

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immagine in copertina: Photo by JOSHUA COLEMAN on Unsplash

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